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Very Pop Blog - I miei anni '90: Cinema e Video

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Warning: Post Rated R for some nudity, disturbing images and language.
Terza puntata della mia partecipazione al Very Pop Blog di Miki Moz e quarto Macroargomento: cinema e video. Come già avevo fatto per la musica, anche stavolta traccio dei confini, più che mai necessari perché, grazie anche alla complicità della mia iper-cinefila dolce metà dell'epoca, nel corso degli anni '90 ho visto svariate centinaia di film. Eppure, nonostante ciò, i dieci che elenco qui mi sono sembrati più che sufficienti, grazie, in questo caso, al criterio che ho seguito per la selezione: dieci film che ho visto in quel periodo e che mi sono piaciuti, ma anche e soprattutto che dopo di allora non ho mai più abbandonato. Si tratta, detto in soldoni, di quei film che, a differenza degli altri che ho visto in quel decennio, custodisco gelosamente e mi piace rivedere ogni tanto, in parte o per intero. Noterete, probabilmente, l'assenza di molti dei "titoloni" a cui si fa normalmente riferim…

Very Pop Blog - I miei anni '90: Libri

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La prima parte del meme Very Pop Blog, con i due primi Macroargomenti (Musica e Comics) si trova a questo link. E' il turno, in questo post, del terzo Macroargomento.
3. Libri
Questo terzo, importante Macroargomento ha preso nel mio caso, in fase di stesura del post, una piega inattesa e ha finito, oltre che per occupare l'intero post, anche per trasformarsi in una sorta di inno a un unico libro, l'opera letteraria che più di tutti ha illuminato i miei anni '90 (ma la sua luce, come mostrerò, ha continuato a riverberare, e continua a riverberare ancora oggi). Il libro in questione è quel capolavoro assoluto, di inusitata bellezza & complessità, intitolato Mason & Dixon, scritto dall'americano Thomas Pynchon. Ed ecco che a questo punto qualcuno potrebbe obiettare: Che diamine c'entra con il Pop l'autore forse meno per le masse in assoluto tra i contemporanei, la Nemesi dei lettori intellettualmente pigri (cioè la stragrande maggioranza dei lettori di n…

Very Pop Blog - I miei anni '90: Musica e Comics

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Pur non essendo stato espressamente taggato da lui, raccolgo per la seconda volta l'invito del blogger Miki Moz a rievocare il nostro vissuto pop dei decenni passati. La prima volta si era trattato degli anni '80, ora tocca al decennio successivo, e devo subito dire che quel che avevo scritto nella precedente occasione: ...dal punto di vista dello spirito "pop" del gioco, ho sempre considerato gli anni '70 i miei personali anni ruggenti. E' stato allora che ho conosciuto la maggior parte dei miei "miti" della musica, del fumetto, del cinema, ecc. Di quel che emergeva negli anni '80 mi sono invece interessato poco, perché la mia attenzione era rivolta soprattutto al mio privato. E' stato il decennio degli studi musicali; dei primi esperimenti nello sciamanesimo; delle sessioni di arti marziali che occupavano a volte intere giornate; dei primi tentativi di letteratura autobiografica.
... ecco, tutto questo mi sembrava valere altrettanto se non d…

Non ho dimenticato... Alessandro Momo (parte 2 di 2)

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Si sentiva un'aria di cambiamento, gli anni '70 stavano rinnovando miti e liturgie anche nel nostro cinema, dopo che per anni non era venuto fuori niente di nuovo. Era un processo lento, ricordo che non ci sentivamo capiti, che critici e registi parlavano ancora un linguaggio da vecchi. Mentre noi andavamo allo sbaraglio, felici della nostra sincerità, che spesso sembrava solo sprovvedutezza. Ecco, questo era il nostro mondo, di Alessandro e mio.

Eleonora Giorgi

Alessandro Momo non morì subito. Se i dati della stampa in questo caso sono esatti, l’incidente avvenne alle 14,35 (ora in cui l’orologio da polso di Momo cessò di correre) sul lungotevere Cadorna, all’altezza dell’ostello della gioventù, e lui morì alle 23,05, dopo un inutile, estremo tentativo dei medici di strapparlo alla morte. Ebbe se non altro il tempo di scambiare alcune frasi con il padre prima di essere portato in sala operatoria.
A caldo i giornali furono densi di dettagli sull’incidente e le sue conseguenze, e…

Insieme raccontiamo 25: QWHFETT

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Dopo la festa di compleanno per il secondo anno di IR, l'inflessibile Patricia Moll torna alle ferree regole di sempre, che trovate, come ogni mese, riportate sul post di lancio dell'iniziativa pubblicato sul suo blog: lunghezza max 200/300 caratteri o 200/300 parole, scadenza a fine mese, ecc. Vi troverete in più, in attesa del consueto riepilogo generale, le prove di tutti gli altri partecipanti.


#insiemeraccontiamo
#scritturebrevi

Altra abitudine della sempre inflessibile Patricia Moll è quella di accompagnare al suo incipit una foto che fa da ulteriore spunto di ispirazione. Quella di questo mese, molto suggestiva, è pubblicata con il gentile consenso del suo autore, Emmanuel Amadi.



Detto ciò, non sento il bisogno di aggiungere altro, salvo ringraziarvi di essere ora qui su questa pagina e augurarvi una buona lettura.

L'incipit di Patricia
Stava leggendo le prime pagine di un libro che aveva trovato su una bancarella dell’usato. Un libro vecchio, malconcio, con la copertin…

Meriem, la prima tarzanide /6

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Come forse ricorderete, ho concluso il post precedente con la descrizione della fugace apparizione di Meriem sul terzo Annual di Tarzan Lord of the Jungle, proprio allo scadere del breve arco di tempo (1977-1979) in cui la Marvel ha detenuto la licenza d'uso dei personaggi di Edgar Rice Burroughs. Un'apparizione ben strana, che ce la mostrava con i capelli color carota e con il nome modificato da Meriem a Meriam. Un probabile semplice errore quest'ultimo, ma che curiosamente si conserva anche nell'apparizione successiva del personaggio, in una storia di Mike Grell che si sviluppa in 12 tavole domenicali, dalla #2675 del 21 novembre 1982 alla #2686 del 6 febbraio 1983, poi raggruppate sotto il titolo convenzionale di Christmas with Meriem (con due "e" stavolta). Si tratta di nuovo di una storia che appare sullo scadere, in questo caso della permanenza di Grell sulle Sunday Pages di Tarzan, iniziata il 19 luglio 1981 e conclusasi il 27 febbraio 1983.
Come eviden…

Non ho dimenticato... Alessandro Momo (parte 1 di 2)

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E' che in quegli anni, per quelli come lui... cioè giovani, ragazzi che si esponevano, che ci credevano... in qualsiasi cosa credessero, morire era più facile.

Eleonora Giorgi

Questa estate ho avuto voglia di rivedermi, uno di seguito all'altro, i tre film con Alessandro Momo che avevo veduto negli anni '70, in occasione della loro prima distribuzione nelle sale: MaliziaPeccato venialeProfumo di donna. Famoso al di là dell’immaginabile (per chi non c’era) negli anni ’70, grazie soprattutto a Malizia, film culto di un’intera generazione che gli procurò anche una nomination al nastro d’argento di Taormina come miglior attore esordiente, Alessandro Momo è presto sfuggito alla memoria collettiva oltre che alla memoria, a compartimenti stagni questa, degli addetti ai lavori. Per dire, il Dizionario del cinema italiano della Gremese, anno di uscita 1991, nel secondo dei due volumi dedicati agli attori passa con disinvoltura da Domenico Modugno a Carlo Monni. Oggi, grazie anche…